Intrecci nel bosco

Un Bois è un libro che profuma di bosco fin dai risguardi. L’albo di Gwendal Le Bec ci conduce in una foresta ricca di foglie, di muschio, di sussulti vitali tra le fronde.

Oggi non saranno le mie parole a raccontarvi questo libro, ma quelle di un autore che amo profondamente, esperto conoscitore delle selve e dei suoi abitanti: Felix Salten.
Le esplorazioni del giovane capriolo Bambi, protagonista del capolavoro dello scrittore ungherese, sembrano susseguirsi con disarmante naturalezza nella foresta di Le Bec, accompagnate dai giochi di luce delle grandi tavole a china e acquerello, che scandiscono il passare delle ore.

Vi lascio a un viaggio forse inusuale, ma niente come il bosco evoca intrecci e contaminazioni.

 

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Ora sa già stare in ascolto. Non soltanto udire quello che succede così da vicino che quasi esplode nelle orecchie: in ciò non vi è alcuna abilità. Egli sa invece ascoltare realmente, con intelligenza, ogni più lieve movimento, ogni più tenue rumore portato dal vento.

Sa, per esempio, che laggiù un fagiano attraversa la forra; conosce con precisione il leggero zampettio che si ferma ad ogni momento. Riconosce anche, dal rumore che fanno, i sorci di bosco quando corrono avanti e indietro, sul breve cammino che è loro familiare. Distingue il batter d’ali del colombo selvaggio, il rumore lontano che fanno le anatre volando, e molti altri suoni.

Ha anche appreso a poco a poco a fiutare il vento, e presto sarà bravo come la madre. Sa aspirare l’aria e scomporla, per così dire, con l’intelligenza. Oh, questo è trifoglio, questo è spigo – pensa quando il vento spira dalla prateria – e laggiù vi è anche l’amica lepre che va in giro: me ne accorgo bene.

Poi, in mezzo agli odori di fronde, di terra, di porri e di mughetti, distingue il vicino passaggio della puzzola; abbassando il naso e fiutando intensamente capisce che di là è passata la volpe.

La notte ora gli piace molto, perché essa è piena di vita e di movimento. Naturalmente bisogna stare in guardia anche di notte, ma si è meno diffidenti e si va dovunque piace. E dappertutto s’incontrano conoscenti, essi pure più spensierati che di giorno.

La foresta è solenne e silenziosa.

 

Testi tratti da Bambi, di Felix Salten, traduzione di Giacomo Prampolini, Garzanti.
Illustrazioni tratte da Un Bois, di Gwendal Le Bec, Albin Michel Jeunesse.

6 commenti Aggiungi il tuo

    1. fracasa ha detto:

      Grazie Giuliana. Nel bosco mi sento a casa.

  1. Scaffalebasso ha detto:

    Francesca, bellissimo! Ma quindi è un silent?

    1. fracasa ha detto:

      Grazie Maria! In realtà no, c’è un testo breve ai piedi delle grandi illustrazioni, molto poetico ma con valenze divulgative allo stesso tempo (ho dovuto faticare, visto che non conosco il francese…). Oggi l’ho trascurato per sperimentare un po’ 😉

  2. alessandra starace ha detto:

    In un libro così poetico, il testo non poteva che essere in francese 😃

    1. fracasa ha detto:

      Proprio così… ha una marcia in più. E di libri francesi curati e ben illustrati ce ne sono davvero molti!

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