Letture nell’erba/2 La natura non mente

È lecito ricercare l’esattezza scientifica e naturalistica nei libri per bambini?

L’intrecciarsi costante tra il lavoro di educatrice ambientale e la passione per i libri illustrati, mi ha portato più volte a riflettere sull’argomento. Dopo un confronto stimolante con la mia amica Silvia, blogger delle Galline Volanti, mi sono decisa a scriverne.

La natura è sovente protagonista nella letteratura per l’infanzia. Se dai libri di divulgazione ci si aspetta accuratezza e precisione scientifica (devo purtroppo sottolineare che non sempre si riscontrano), per quanto riguarda albi, libri di narrativa e di poesia, si tende a volte a chiudere un occhio, o a giustificare eventuali inesattezze facendo appello alla licenza artistica degli autori.

È necessario però considerare che i bambini sono osservatori attenti e rigorosi. Si interrogano sulla natura, sulla sua mutevolezza e sono particolarmente affascinati dalle creature viventi. Amano conoscerne il nome, l’aspetto, il comportamento, le abitudini in relazione ai cambiamenti stagionali. Fin da piccolissimi imparano con facilità a distinguere una chiocciola da una lumaca, un grillo da una cavalletta, e grazie a un approccio prettamente sensoriale si rendono subito conto che gli alberi non sono tutti uguali, così come le erbe di un prato. Questa naturalezza nell’assorbire informazioni e conoscenze sull’ambiente che li circonda andrebbe incoraggiata con entusiasmo da noi adulti, anche in assenza di una formazione specifica, e i libri ci forniscono un valido aiuto.

Ormai sapete quanto io sia una sostenitrice appassionata della lettura all’aperto, perché trasforma gli incontri e le esperienze naturali in momenti magici e indelebili. Se una storia o un componimento in versi raccontano e rappresentano la natura senza comprenderne il linguaggio e l’essenza, mantengono inalterato il loro valore artistico, nel caso siano ben scritti e ben illustrati, ma perdono un’occasione importante. Quella di rispettare e di accogliere la grazia, la poesia e la forza insite nella natura, e di rendere ancora più efficace e potente l’abbraccio tra l’arte il mondo naturale.
Credo dunque sia molto importante partire da un lavoro di ricerca scrupolosa.

 

Quando un libro manifesta questa connessione in modo saldo, è per me una gioia. Oggi vi presento due libricini di filastrocche della collana Le Piccole Gioie di Motta Junior, che porto spesso con me nello zaino: Filastrocche dei segreti del bosco Filastrocche in riva all’acqua, di Corinne Albaut, illustrate rispettivamente da Catherine Fichaux e Christian Broutin.
La collana si pone l’obiettivo di mostrare il piacere delle rime e la musicalità delle parole, e quando approccia la natura lo fa con la coerenza che cerco nei libri illustrati.

Le brevi filastrocche ci fanno immergere nel bosco, ci invitano a passeggiare e a scoprire licheni color argento, picchi indaffarati e piume preziose come tesori.

La ghiandaia e la cincia 
hanno rubato
frammenti di cielo colorato.
Il loro piumaggio,
così mimetizzato,
gli uccelli rapaci ha già ingannato.

 

Ci portano in riva all’acqua alla ricerca di aironi solitari, salici piangenti e molluschi striscianti.

Una chiocciola su un giunco adagiata
prendeva il fresco con aria beata.
Ecco passare una lumaca
che da una casa non era gravata.
“Poverina” pensò la prima.
La seconda invece esclamò:
“Che bello non avere quel fardello!”

Vi consiglio di procurarvi Le Piccole Gioie prima che non siano più disponibili… E vi aspetto qui e sulla pagina Facebook per i vostri commenti e le vostre opinioni sul tema.

7 commenti Aggiungi il tuo

  1. Scaffalebasso ha detto:

    Il gusto antico di queste rime non lo si trova più nei libri “moderni”, forse non si trovano proprio più le cince, purtroppo.

    1. fracasa ha detto:

      Hai ragione Maria, io poi che ho gusti antichi fatico a volte con la modernità.
      Sai che invece di cince qui ne vediamo tante per fortuna, anche in città. Almeno loro si sono adattate…

  2. Grazie Francesca per questa riflessione e per i deliziosi libri. Io credo molto che un approccio competente e non superficiale sia da valorizzare anche nei libri per bambini. Molto spesso errori e inesattezze scientifiche derivano da una ingenua ignoranza (e non si può pretendere che tutti siano dei naturalisti!). Però credo anche che se un autore o ancor più un illustratore dà vita a qualcosa di reale, che cioè possiamo trovare in natura, dovrebbe documentarsi. Non voglio essere bacchettona e nemmeno pretendo pignoleria (io sono piuttosto superficiale di mio!), però, ecco, dovremmo tutti dare l’esempio, e la cura e l’esattezza in ciò che si dice/scrive/illustra sono un buon esempio.

    1. fracasa ha detto:

      Concordo pienamente Silvia. Documentarsi è fondamentale, sempre e in ogni campo. La natura poi è già di per sé un racconto affascinante e se autori e illustratori riescono ad attingervi in modo rispettoso, possono porre le basi per un lavoro di gran valore.

  3. alessandra starace ha detto:

    Ben fatto! Era ora che lo scrivessi! 🙂

    1. fracasa ha detto:

      Grazie Alessandra!

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